Lo sportello Un posto nel mondo ha spento la prima candelina ed è quindi tempo di bilanci. L’ormai passata edizione è letteralmente volata via, almeno questa è la sensazione ripercorrendo nei ricordi la tappe che hanno segnato il cammino dello sportello.

Così il coordinatore dell’Area Lavoro del Villaggio del Ragazzo Alessandro Rio:

«L’anno a contatto con la gente è passato veloce: abbiamo visto molti volti, incontrato persone, molte delle quali giustamente angosciate, gente ormai demotivata e afflitta dai troppi no o, ancora peggio, dai troppi silenzi raccolti nel proprio percorso di ricerca. Poi ci sono i giovani con la loro spensieratezza assolutamente da non confondere, credetemi, con il menefreghismo, ma pronti, carichi, motivati e desiderosi di dire finalmente la propria in quel mondo che finora li ha visti come spettatori. La nostra speranza è che tutti si siano sentiti accolti e abbiano appreso dal servizio la consapevolezza di essere affiancati, almeno per un pezzetto di strada, nella loro ricerca.

Lo sportello ha visto l’iscrizione di 255 persone: per essere la prima edizione sembra un buon risultato. Con loro abbiamo fatto circa 369 colloqui suddivisi in tre incontri. Si è reso necessario spostare una quarantina di incontri nella nuova annualità (seconda edizione) per mancanza di tempo.

Sportello lavoro Un posto nel mondo - Promo 02

Sul fronte delle aziende abbiamo faticato un po’ di più a far conoscere e affermare il servizio: quest’anno sarà uno degli obiettivi dello sportello. L’attività di matching non è prioritaria per lo sportello, l’obiettivo principale rimane l’affiancamento per sviluppare, consolidare e verificare le strategie messe in campo per raggiungere lo scopo prefissato.

Anche in quest’ottica, le 122 richieste di candidature di poco superiori a quelle del 2017 sembrano confermare la tesi della poca visibilità e ci dicono che dobbiamo potenziarla anche attraverso interventi pubblicitari su testate giornalistiche e media tradizionali, senza escludere i social.

Ho scoperto a mie spese che il matching è tutt’altro che semplice, non si tratta di una somma di numeri o di una pratica realizzabile a tavolino. Molte delle richieste non sono purtroppo andate a buon fine per mille motivi e (quasi) tutti giusti.

La territorialità, l’età, le competenze sono solo alcune delle variabili che entrano in gioco al momento di far incontrare la domanda con l’offerta, con il risultato che molte richieste vengono disattese per mancanza di profilo ideale. I risultati ottenuti in questo anno sono soddisfacenti, in linea con gli obiettivi fissati all’inizio dell’avventura. Purtroppo non abbiamo i dati neppure parziali per tanti iscritti che hanno trovato una soluzione personale grazie ai consigli e all’aiuto dei nostri operatori.»

SPORTELLO LAVORO “UN POSTO NEL MONDO”

Lo Sportello Un posto nel mondo è un progetto nato dalla collaborazione tra Villaggio del Ragazzo e Diocesi di Chiavari e grazie anche al sostegno dell’Associazione don Nando Negri Onlus.

Lo sportello “Un posto nel mondo” è un’occasione per le persone e per le aziende e si propone di sostenere e favorire nuove strategie sia per l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani sia per la riconversione di chi si trova nel bisogno di una ricollocazione lavorativa.

SEDI E ORARI DI APERTURA

  • il lunedì presso l’ufficio di Chiavari in Via Jacopo Rocca 35 dalle ore 14:00 alle ore 17:00
  • il mercoledì presso l’ufficio del Centro San Salvatore – Villaggio del Ragazzo in Corso IV Novembre 115 a Cogorno dalle ore 8:00 alle ore 11:00
  • il giovedi presso l’ufficio del Centro San Salvatore – Villaggio del Ragazzo in Corso IV Novembre 115 a Cogorno dalle ore 14:00 alle ore 17:00

CONTATTI

Al servizio ci si accede per iscrizione attraverso due modalità:

  • telefonando allo 0185 375230
  • presentandosi al punto di accoglienza presso il Villaggio del Ragazzo a San Salvatore

In una prima fase viene chiesto solamente il nominativo e il telefono dell’interessato per poi essere richiamati dagli operatori dello sportello fissando un appuntamento. A quel punto inizia il percorso che prevede tre o più incontri a seconda dell’esigenza della persona.