Nel pomeriggio di lunedì 6 maggio 2019, a Cogorno, presso il Centro San Salvatore del Villaggio del Ragazzo, alla presenza dell’Assessore di Regione Liguria alla Comunicazione, Formazione, Politiche Giovanili e Culturali Ilaria Cavo, si è tenuta l’annuale riunione dei firmatari della convenzione del Centro di Formazione Integrata.

Così Federica Ghirlanda, coordinatrice dell’Area Socio Educativa del Villaggio del Ragazzo:

«Questa riunione, che si svolge annualmente al Centro San Salvatore, serve per illustrare le attività che vengono svolte dal Villaggio del Ragazzo per le scuole del primo e del secondo ciclo di tutto il territorio. Le attività sono varie, hanno la caratteristica di essere rivolte a varie tipologie di utenti beneficiari e sono anche a supporto delle famiglie.

In questo contesto presentiamo anche la futura progettazione di queste attività, che riguardano la formazione e la consulenza per docenti e genitori, i servizi per l’integrazione degli alunni stranieri nella scuola, l’area di supporto e sostegno alla disabilità, le attività extrascolastiche, e poi tutta un’importante area laboratoriale sulla quale investiamo molto, sia per una tradizione di laboratori presenti al Villaggio del Ragazzo, sia per l’efficacia antidispersiva di tali attività.»

Così Ilaria Cavo, assessore di Regione Liguria alla Comunicazione, Formazione, Politiche Giovanili e Culturali:

«Anche i numeri sono importanti per comprendere in quale direzione si stia andando, e mi pare che i numeri del Centro di Formazione Integrata siano numeri che confermano un consolidamento e di una crescita anche forte dei vari progetti. Questo ci dice che è importante che questa realtà contini con queste basi sempre più solidi, e che conseguentemente Regione Liguria la sostenga come ha fatto, in maniera convinta e raccogliendo ovviamente anche gli spunti che arrivano dal tavolo di questa riunione.

Io credo che questa sia una delle eccellenze della nostra Regione. […] Quello che si vede qui non è qualcosa che riguarda una popolazione di studenti e di ragazzi che hanno bisogno e appartengono alla categoria del disagio, quello che si fa qui, in realtà, è qualcosa che serve ed è lungimirante in senso lato, anche per quelle che non sono le categorie del disagio. Io credo che la forbice tra qualcosa di mirato – come state facendo voi – e qualcosa che non riguarda le categorie e le persone che questa rete assiste, non sia così larga. Perché all’interno dei corsi scolastici normali dobbiamo tornare a far capire ai ragazzi il valore del saper fare