Nelle giornate di giovedì 9 e venerdì 10 maggio 2019, un gruppo di operatori dell’Area Anziani e dell’Area della Disabilità del Villaggio del Ragazzo, accompagnati dal direttore dell’Area Socio Sanitaria Giuseppe Grigoni, hanno fatto un’importante esperienza di approfondimento e confronto professionale attraverso la visita di alcune strutture socio assistenziali e sanitarie del Veneto.

AREA ANZIANI

La coordinatrice dell’Area Anziani Tiziana Fieramosca, insieme alla psicologa Clizia Canavese e all’operatrice socio assistenziale Chiara Campodonico, hanno visitato la Fondazione OIC Opera Immacolata Concezione Onlus e il Centro Diurno Anziani per soggetti non autosufficienti Civitas Vitae Nazareth.

«È stata davvero una visita utile e istruttiva: di queste strutture mi ha colpito molto l’attenzione al rapporto intergenerazionale» racconta Tiziana Fieramosca «e la risposta a 360° alle esigenze degli anziani attraverso l’investimento sulla creazione di una sorta di “cittadella per anziani” con appartamenti come comunità alloggio che prevedono il sostegno domiciliare. Nel Centro Diurno, ho osservato anche la grande cura nell’approntamento di sistemi di sicurezza ideati per anziani con forte deterioramento cognitivo.»

AREA DELLA DISABILITÀ

Durante le stesse giornate dell’8 e 9 maggio 2019, il coordinatore dell’Area della Disabilità Roberto Dighero, insieme agli operatori Davide Locatelli (referente progetti Talenti all’Opera e Qualità della vita), Alessandro Torchio (referente progetto Noi, oltre tutto), Luca Greco (referente progetto L’isola che c’è) e Marta Collini (referente progetto Ricomincio da te) ha fatto visita alla Fondazione Irpea di Padova, alla comunità per autismo Casa del Campo a Cavaso del Tomba (Tv) e alla Fattoria Sociale El Contadin di Castelfranco Veneto (Tv).

«Queste visite rientrano nel percorso dedicato all’autismo che abbiamo iniziato un paio di anni fa insieme a Scuola Centrale Formazione.» spiega Roberto Dighero «Esse ci hanno permesso di condividere buone pratiche, grazie in particolare anche alla nostra esperienza con il progetto L’isola che c’è. Interessante il percorso della Fattoria Sociale El Contadin, in cui alcuni ragazzi con disabilità lieve curano un’attività agricola e poi vendono direttamente i loro prodotti: scambiare impressioni e informazioni è sempre una cosa buona e utile.»