L’Opera

La nostra Storia.

Immagini degli iniziVilla Parma a Lavagna, prima sede del Villaggio del Ragazzo.

Era da poco finito il secondo conflitto mondiale – nel 1946 – quando, giovane curato, don Nando decide di organizzare a Lavagna, con l’aiuto di molti giovani dell’azione cattolica, un ricreatorio per ragazzi. E’ un primo tentativo di aggregare quei fanciulli liguri così simili ai “ragazzi della Via Paal” che diversamente sarebbero sulla strada per buona parte della giornata. Il raccoglierli a giocare – pensa don Nando – è già un modo di dare loro un accoglienza sana. Ed è con questo scopo che fa di tutto, per avere in affitto proprio nel centro di Lavagna, Villa Parma, che sebbene non sia proprio in perfetto ordine per aver servito da quartiere generale a truppe di occupazione, tuttavia è abbastanza ampia per accogliere dei ragazzi e in più ha un bel giardino e un vasto cortile. E’ un primo centro di accoglienza per fanciulli e fanciulle che hanno bisogno di aiuto. Pio XII promuove un importante campagna su tutto il territorio nazionale proprio a difesa dei bambini più poveri e orfani di guerra che prende nome “Salviamo il fanciullo“.

immagini di villa parmaVilla Parma a Lavagna e Gianelline a Chiavari le prime sedi del Villaggio.

A don Nando non pare vero di accogliere l’invito del Vescovo Casabona per dedicarsi a una simile iniziativa; così a Chiavari – nell’edificio delle Gianelline al mare – nasce un altro centro per i fanciulli. Ma è nel 1951 che viene curata in maniera ufficiale la fondazione di religione che prende il nome di “Opera Diocesana Madonna dei Bambini . Villaggio del Ragazzo”. L’opera di don Nando conta adesso due sedi: a Chiavari e a Lavagna. Intanto i ragazzi continuano a crescere di numero. Per loro si erano fin dall’inizio attivati un servizio di mensa che offriva un pasto caldo; i rifornimenti avvenivano attraverso la POA e l’UNRRA e arrivavano da Genova a Chiavari talvolta con un carretto guidato da don Nando stesso e talvolta con la corriera Marcone; un servizio di doposcuola; per alcuni, anche la possibilità di pernottamento. Ma don Nando non si accontenta di seguire quei fanciulli fino al termine del ciclo scolare d’obbligo. Pensa che molti di loro abbiano bisogno di essere aiutati anche dopo e crede utile ed importante prepararli al lavoro, unico vero antidoto serio all’emarginazione e alla delinquenza giovanile. Nasce così in lui l’idea di un centro di addestramento professionale.

immagini dell'AgricolaIl Centro Franco Chiarella in Sampierdicanne a Chiavari

Per la sua realizzazione – come sempre – non guarda ad ostacoli: si rivolge al ministero competente per ottenere l’avvio dei corsi professionali. Per le ragazze si pensa al cucito e alla maglieria; per i ragazzi si pensa all’agricoltura, come possibile risorsa anche per l’entroterra. Sorge così nel 1956 il Centro agricolo in Sampierdicanne su un terreno donato dalla famiglia Mariani di Chiavari. Più tardi in tale sede potranno pernottare i giovani della formazione professionale che ne hanno bisogno. Ma i ragazzi sono in continuo aumento e gli spazi -che erano sempre grandi – diventano insufficienti. La Provvidenza, però, lavora sempre al fianco di don Nando.

Centro San SalvatoreIl Centro San Salvatore a Cogorno

Già nel 1955 – con un forte sostegno del prefetto di Genova Angelo Vicari – don Nando è riuscito a far acquistare alla Curia un edificio e una vasta area in San Salvatore di Cogorno che allora era autentica periferia. Ma lo spazio è tanto ben adatto alla sede di un “Villaggio”. Così nel 1960 su quell’enorme area sarà terminata la nuova sede del Villaggio del Ragazzo, che oggi accoglie, oltre la Formazione Professionale, anche la Scuola Media ed Elementare statale, nonchè attività sportive e ricreative di vario genere.

Centro Pian dei MuciniIl Centro Pian di Muccini a Massa Marittima.

Nel 1961 Maria Teresa Devoto, di Chiavari, dona a don Nando un’ampia e splendida tenuta in Toscana, a Massa Marittima (GR), comprensiva di una villa e costruzioni rurali, che, – debitamente adattata – sarà per quasi quarant’anni il luogo di vacanze per tutti i ragazzi del Villaggio.

Centro Costa ZenoglioIl Centro Costa Zenoglio

È il 1980 quando arriva ancora una donazione da parte di un privato, Titti Costa Zenoglio di Chiavari, ad offrire la possibilità a don Nando di andare incontro a quella nuova e grave povertà dei giovani che è la tossicodipendenza. Sorge così nella costruzione Castiglione Chiavarese un centro diurno di recupero per giovani drogati con laboratori in cui svolgere attività di formazione professionale. Ancora una volta don Nando riesce a mettere in atto un aiuto concreto per ragazzi “poveri e bisognosi”: infatti la tossicodipendenza è una nuova forma di povertà giovanile, difficile da combattere. Nel frattempo il Centro di Sampierdicanne si è trasformato in Istituto riabilitativo per quegli handicappati psico-fisici più gravi che spesso la società non è in grado di accogliere.

Centro B.AcquaroneIl Centro Benedetto Acquarone

Nel 1990 don Nando ha settantanni e viene a sapere di un benefattore disposto a dare una mano al Villaggio per un’ulteriore iniziativa dedicata ai giovani “a rischio” disposto ad offrire un miliardo da investire in una nuova opera. Subito don Nando pensa che l’ex monastero della Visitazione di Chiavari potrebbe essere il luogo adatto per nuove attività del Villaggio. La Provvidenza lavora di nuovo per lui e con lui! Nel 1991 il Consiglio Comunale di Chiavari vota all’unanimità per una possibile variante al P.R.G. che consenta all’ex-monastero la destinazione di centro sociale polifunzionale. La Regione, su indicazione del Comune di Chiavari, approva la variante in brevissimo tempo: quattro mesi. Il Villaggio riesce ad acquistare il grande edificio.
Il centro “Benedetto Acquarone” è nato sulla carta, ora bisogna farlo nascere con i fatti. Ma le donazioni non sono finite.
Il Villaggio sta veramente prendendo dimensioni gigantesche. Ma don Nando continua infaticabile anche quando è coperto da pensieri e preoccupazioni economiche. Quante spese! Quanti soldi! Il suo motore è la fiducia nel Signore. In Lui confida senza timore e i fatti gli danno ragione. Il centro “Benedetto Acquarone” opera in cui lui ha investito la maggior parte delle sue energie – è stato terminato. Hanno giovato alla sua realizzazione contributi pubblici e privati. L’edificio ospita un settore per ragazzi “in disagio”, uno per diversamente abili e uno per anziani. Le motivazioni che hanno ispirato tale centro sono le stesse che hanno mosso tutte le iniziative di questo prete particolare: l’amore per gli altri applicato alle esigenze che i nuovi tempi richiedono. I collaboratori sono diventati moltissimi, perché svariate sono le attività del Villaggio, ma lo spirito che muove questa istituzione non può essere cambiato. Guai a fare dell’opera di don Nando una azienda come le altre e come tante. Guai anche solo a pensarla tale, anche se la burocrazia spesso vincola a norme precise. Lo spirito che muove il Villaggio deve sempre essere quello del suo fondatore: amore per gli altri, modestia personale esoprattutto fiducia nella Provvidenza.

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