Dormitorio per Senza Dimora “Casa Bruzzone”

Area Socio Sanitaria Villaggio del Ragazzo - Caritas Diocesana Chiavari

Dormitorio per Senza Dimora “Casa Bruzzone”2018-09-27T10:09:29+00:00

DORMITORIO “MARIA TERESA BRUZZONE” – CENTRO FRANCO CHIARELLA

Presso il Centro Franco Chiarella, è stato inaugurato il 22 aprile 2017 il Dormitorio “Maria Teresa Bruzzone” – Servizio di accoglienza notturna per persone senza dimora intitolato alla memoria di Maria Teresa Bruzzone, instancabile collaboratrice del Villaggio del Ragazzo.

L’intervento sui locali del Centro Franco Chiarella da destinarsi a servizio di pronta accoglienza, è stato eseguito su una superficie complessiva di circa 400 mq in cui sono realizzate 6 camere da letto (di cui 4 per 4 posti letto, 2 per 3 posti letto) e 1 stanza per 1/2 posti letto per operatori con bagno annesso, 3 camere (2 con 3 posti letto e 1 con 4 posti letto) sono dotate di bagno dedicato, le restanti stanze hanno a disposizione 3 servizi completi e 3 docce. La struttura è provvista di un bagno attrezzato per disabili e a servizio del Centro è stato realizzato un locale lavanderia con possibilità di installare diverse lavatrici e asciugatrici, oltre a un ripostiglio. L’accesso alla struttura avviene tramite un ampio salone da cui si accede a un locale polifunzionale. Il Dormitorio è senza barriere architettoniche e dotato di moderni servizi.

ACCESSO AL SERVIZIO

Il dormitorio ha una capacità ricettiva di 22 posti letto, dispone di ambienti per attività comuni, di una piccola cucina e un ufficio per l’operatore.

Le persone che richiedono accoglienza devono passare dall’ufficio della Caritas Diocesana di Chiavari e richiedere di essere inserite una lista delle prenotazioni.

È un metodo che permette di instaurare una relazione con queste persone e inserire l’elemento importante dell’accettazione di regole di convivenza

L’appuntamento è per le ore 19:30 in prossimità della Stazione Ferroviaria di Chiavari, dove un pulmino navetta del Villaggio accompagna al Centro Chiarella le persone, che hanno la possibilità di farsi la doccia, di usufruire di qualche genere alimentare di conforto, lavarsi gli indumenti e dormire. La mattina seguente si effettua il percorso inverso dal Centro Franco Chiarella alla stazione.

LA COLLABORAZIONE CON CARITAS DIOCESANA CHIAVARI

La gestione del dormitorio è affidata ad alcuni operatori professionali a cui si affiancano dei volontari che hanno seguito un percorso formativo organizzato dalla Caritas Diocesana.

Così Rita Compagnoni, responsabile della Caritas Diocesana di Chiavari:

«Il dormitorio del Centro Franco Chiarella è una grande conquista, da tantissimi anni speravamo di avere la possibilità di dare un servizio alle persone senza fissa dimora, permettendo loro di rimanere per un tempo più lungo a dormire in un posto accogliente e sicuro.

Papa Francesco ci ricorda in continuazione, anche tramite i suoi discorsi e l’enciclica Evangelii Gaudium, quanto l’uomo vada accolto perché “uomo”, perché immagine di Cristo sofferente. E questo è il senso di questo progetto: la possibilità di incontrare una persona sofferente che riconosciamo come nostro amico e nostro fratello e di dargli un po’ di ristoro.

Questo servizio sarà aperto in collaborazione con la Caritas e i Centri di Ascolto saranno il luogo dove le persone senza fissa dimora potranno chiedere di accedervi, ci saranno volontari speriamo ancora più numerosi di quelli che si sono finora resi disponibili a venire a passare del tempo con i nostri amici senza dimora, e speriamo e immaginiamo che per qualcuno di loro questo significhi la possibilità di una riflessione sulla propria vita e la possibilità di un incontro diverso con le altre persone

Villaggio del Ragazzo + Caritas Diocesana - Volontariato Dormitorio Casa Bruzzone

DISCORSO INAUGURALE DEL VESCOVO TANASINI

Così Alberto Tanasini, Vescovo di Chiavari, in occasione della inaugurazione del Dormitorio “Maria Teresa Bruzzone” – Servizio di accoglienza notturna per persone senza dimora lo scorso 22 aprile 2017:

«Per me questo è un momento di consolazione, data innanzitutto dalla grande presenza di istituzioni del nostro territorio, che esprime un’attenzione e penso anche una condivisione del fatto che fosse necessario realizzare un’opera di questo genere. Vi ringrazio dunque mentre vi saluto. La consolazione c’è anche perché il Dormitorio per Senza Dimora si è potuto realizzare attraverso una sinergia tra le istituzioni e, ci tengo a dirlo, anche all’interno della comunità ecclesiale. Il Villaggio del Ragazzo ha messo a disposizione sia i locali che l’impegno e l’energia progettuali, ma tutto questo l’ha portato avanti attraverso un rapporto diretto con Caritas Diocesana, la quale continuamente ha l’esperienza delle necessità e si interfaccia con le persone che hanno bisogno e chiedono. Caritas si è impegnata poi a formare i volontari che lavoreranno nel Dormitorio del Centro Franco Chiarella. Questa sinergia, secondo me, è molto importante.

C’è però anche un altro soggetto che ha contribuito alla realizzazione di quest’opera, ovvero i senza dimora.

Il Villaggio è uno dei luoghi a cui si rivolgono i senza dimora e Caritas ha l’esperienza quotidiana dell’incontro con loro. Anch’io, personalmente, sono stato a contatto con loro, sia nei pranzi qui al Centro Franco Chiarella che durante incontri personali, in cui emergeva la domanda di poter avere un luogo dove trovare rifugio e insieme il rammarico di non trovarlo, e quindi di dover cercare riparo nei palazzi dismessi, negli atri delle stazioni.

Essi hanno chiesto, proposto ed espresso delle necessità anche molto concrete. Quindi, in qualche modo, hanno partecipato in prima persona alla realizzazione di quest’opera e, se me lo permettete, io vorrei chiedere loro scusa del ritardo con cui siamo riusciti, tra burocrazie e cambiamenti, ad arrivare fin qui, mentre loro continuavano a dormire per  strada, al freddo.

Penso che avremmo dovuto arrivare prima.

Un’altra cosa che vorrei sottolineare oggi è come quest’opera rifletta quel carisma tipico di don Nando, che vedeva le necessità e nello stesso tempo alimentava lo spirito di accoglienza. Questa mattina, mentre non me l’aspettavo, mi è stata consegnata un’immagine raffigurante un ricordo di don Nando Negri nell’anniversario della sua ordinazione presso Nostra Signora dell’Orto di Chiavari il 22 aprile 1945. Esattamente oggi più di settant’anni fa. Da un certo punto di vista possiamo dire di fare un regalo a don Nando in occasione della sua ordinazione, qualche anno dopo, ma glielo facciamo ugualmente volentieri. Egli ci ha insegnato l’accoglienza come servizio alla persona, in questo caso i senza dimora, da ogni punto  di vista.

Noi vogliamo seguire questo stesso criterio: la persona deve essere accolta anche se non appare sempre economicamente vantaggioso, perché pensiamo che sia comunque economicamente vantaggioso il servire le persone dando il meglio che possiamo, e non in modo risicato.

E poi, oggi, siamo impegnati nell’accoglienza dei profughi. La Diocesi di Chiavari ha una propria iniziativa, in cui il Villaggio è nuovamente capofila, che ci vede impegnati in un progetto di accoglienza non soltanto materiale delle persone, ma anche di formazione, aiutando i richiedenti asilo a trovare integrazione attraverso borse lavoro e  altri strumenti, in modo che non venga meno la loro dignità.

Anche in questo caso, come in tanti altri progetti, siamo aperti alla collaborazione con le istituzioni. Le istituzioni, nel loro la- voro, sappiano che ci trovano disponibili a ogni collaborazione, proprio perché con piena dignità avvenga questa accoglienza, secondo quello che oggi è necessario.

Ringraziamo il Signore per quello che abbiamo realizzato, ringraziamolo per ciò che potremo realizzare e grazie ancora a tutti.»

VIDEO INAUGURAZIONE DORMITORIO 22 APRILE 2017


Così Giuseppe Grigoni, Direttore dell’Area Socio Sanitaria del Villaggio del Ragazzo:

«È la realizzazione di un desiderio che da sempre il Villaggio del Ragazzo ha perseguito. Ci siamo arrivati dopo sei mesi di lavoro in cui abbiamo risanato gli ambienti del centro attraverso sia una messa in sicurezza che una ristrutturazione degli spazi.»

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